Negli ultimi anni il settore dei pagamenti digitali ha attraversato una trasformazione radicale. Open banking, pagamenti account-to-account, embedded finance e infrastrutture API-first stanno ridefinendo la gestione del denaro.
In questo scenario, gli IMEL stanno assumendo un ruolo sempre più centrale. Non solo perché rappresentano una delle principali evoluzioni normative del mercato finanziario europeo, ma soprattutto perché stanno contribuendo a costruire una nuova infrastruttura dei pagamenti.
Il tema è particolarmente rilevante oggi, in un contesto in cui i servizi finanziari si stanno progressivamente spostando fuori dai canali tradizionali per diventare componenti native delle piattaforme software.
Che cos’è e come funziona un IMEL
Un IMEL, acronimo di Istituto di Moneta Elettronica, è un soggetto autorizzato a emettere moneta elettronica e a offrire servizi di pagamento digitali regolamentati.
In Europa, gli IMEL operano all’interno di un quadro normativo definito dalle direttive europee sui pagamenti elettronici e supervisionato dalle autorità nazionali competenti, come la Banca d’Italia.
La moneta elettronica è, in sostanza, un valore monetario conservato in forma digitale ed emesso a fronte della ricezione di fondi. Può essere utilizzata per effettuare pagamenti e viene accettata da soggetti diversi dall’emittente.
In pratica, quando un utente carica denaro su un wallet digitale, una carta prepagata o un conto di pagamento elettronico gestito da un IMEL, quei fondi vengono convertiti in moneta elettronica. È proprio questa capacità di emissione di moneta elettronica e gestione dei fondi digitali che distingue gli IMEL da altri operatori del mercato dei pagamenti.
Differenza tra banca, istituto di pagamento e IMEL
Una delle confusioni più comuni riguarda la differenza tra IMEL e banca, nonché quella tra un istituto di pagamento (IP) e un Istituto di Moneta Elettronica.Le banche possono raccogliere depositi, concedere credito e offrire una gamma molto ampia e completa di servizi finanziari.
Gli istituti di pagamento, invece, possono gestire servizi di pagamento ma non emettere moneta elettronica.
Gli IMEL si collocano in una posizione intermedia: possono emettere moneta elettronica e offrire servizi di pagamento digitali avanzati, ma non svolgono attività bancaria tradizionale legata alla raccolta del risparmio.
Perché gli IMEL stanno diventando centrali nei pagamenti digitali
L’evoluzione del mercato richiede infrastrutture di pagamento sempre più veloci, interoperabili e semplici da integrare.
Negli ultimi anni le aziende vogliono integrare i pagamenti direttamente nei propri flussi operativi, automatizzare la gestione degli incassi e ridurre la complessità tecnica e amministrativa.
È in questo contesto che gli IMEL stanno diventando un’infrastruttura strategica.
Grazie a un modello operativo più agile rispetto a quello bancario tradizionale, gli IMEL riescono a combinare compliance regolamentare e innovazione tecnologica, rendendo possibile la costruzione di servizi finanziari embedded, esperienze di checkout più fluide e pagamenti digitali integrati direttamente nelle piattaforme software.
Il ruolo dell’open banking nell’evoluzione degli IMEL
L’introduzione della PSD2 ha accelerato l’evoluzione degli IMEL.
Con l’open banking, infatti, è diventato possibile accedere ai dati finanziari e creare una disposizione di pagamento direttamente dal conto corrente in modo sicuro e autorizzato.
Questo cambiamento ha aperto la strada a una nuova generazione di servizi account-to-account, sistemi di riconciliazione automatica e soluzioni di payment initiation.
Gli IMEL sono diventati uno degli attori principali di questa trasformazione perché consentono di costruire infrastrutture API-first capaci di integrare i pagamenti all’interno dei flussi digitali delle imprese.
Il punto non è soltanto rendere il pagamento digitale, ma trasformarlo in un processo invisibile, automatizzato e integrato nell’esperienza utente.
IMEL e pagamenti account-to-account (A2A)
Tra i trend più rilevanti dell’ecosistema europeo dei pagamenti c’è sicuramente la crescita dei pagamenti account-to-account.
I pagamenti A2A permettono il trasferimento diretto di denaro tra conti correnti, senza il passaggio attraverso i circuiti tradizionali delle carte.
Questo approccio riduce le intermediazioni, migliora l’efficienza operativa e apre nuove possibilità per l’automazione finanziaria.
Gli IMEL sono capaci di supportare questi nuovi modelli di pagamento in modo scalabile e conforme ai requisiti normativi europei.
Sicurezza e regolamentazione: perché contano
Nel settore dei pagamenti digitali il tema della compliance è tanto importante quanto l’innovazione.
Gli IMEL operano infatti sotto la supervisione delle autorità competenti, sia a livello europeo che nazionale, e devono rispettare rigorosi standard relativi a:
- antiriciclaggio (AML);
- sicurezza informatica;
- autenticazione forte dell’utente (SCA);
- protezione dei fondi degli utenti;
- gestione dei rischi operativi.
Questo quadro regolamentare rappresenta un elemento fondamentale per costruire fiducia nell’ecosistema innovativo dei pagamenti online.
🧶 Conclusioni
Gli IMEL non rappresentano soltanto una categoria regolamentare del settore fintech.
Sono uno degli elementi chiave della trasformazione dei pagamenti digitali europei.
Grazie alla combinazione tra compliance, open banking e infrastrutture API-driven, gli Istituti di Moneta Elettronica stanno contribuendo a costruire servizi finanziari più semplici, integrati e orientati all’automazione.
Per imprese, fintech e piattaforme digitali, comprendere come funziona un IMEL e quale sia il suo ruolo nell’emissione di moneta elettronica significa capire in quale direzione si sta evolvendo l’intero ecosistema dei pagamenti.
Ed è proprio in questa evoluzione che innovazione tecnologica e regolamentazione finanziaria stanno iniziando a convergere.




